SME, LA CASSAZIONE, SESTA SEZIONE PENALE, ASSOLVE IL CAVALIERE SILVIO BERLUSCONI, PER NON AVER CORROTTO NESSUNO
Politica interna
La Suprema Corte ha dato ragione al leader di Forza Italia, che in questi dodici anni si è sempre protestato innocente. L’ex premier ha bollato la giustizia ad orologeria od anche la “giustizia a fini politici, forcaiola e giustizialista” . Ma intanto si trasforma in un recordman della vittorie in aula
SME, LA CASSAZIONE, SESTA SEZIONE PENALE, ASSOLVE IL CAVALIERE SILVIO BERLUSCONI, PER NON AVER CORROTTO NESSUNO
Ma i giornali di regime e partitici, anche i fiancheggiatori, in malafede, hanno nascosto la notizia. Le prime pagine ed anche quelle all’interno, per anni, hanno monopolizzato e polarizzato l’attenzione della pubblica opinione e martellato contro l’ex premier con enfasi becera, articoli a lettere cubitali o da scatola; ed ora, nessun risarcimento morale, nemmeno una citazione nel sommario, un trafiletto a piè di pagina, una finestra od una civetta. Un silenzio assordante. Questa non è democrazia, ma dittatura dell’informazione.
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA Vicenda Sme – A conferma della sentenza della Corte d’Appello di Milano, del 27 aprile 2007, (Il processo Sme , Fonte Corriere della Sera, riguarda la mancata vendita della Sme, il comparto agro-alimentare dell’Iri, alla Cir di Carlo de Benedetti.
Imputati di corruzione in atti giudiziari sono: Cesare Previti e Attilio Pacifico (chiesti 11 anni), l’ex capo dei gip di Roma, Renato Squillante (11 anni e 4 mesi) e l’ex giudice romano Filippo Verde (richiesta del pm 4 anni e 8 mesi), mentre il favoreggiamento è contestato ai due figli di Squillante, Mariano (1 anno e 10 mesi) e Fabio (1 anno e 6 mesi) e alla moglie di quest’ultimo, Olga Savtchenko (un anno). Favoreggiamento è l’accusa anche per l’ex pm romano Francesco Misiani, 6 mesi.
L’origine della vicenda risale al 1985, quando Romano Prodi, allora presidente dell’Iri, e Carlo De Benedetti raggiunsero un’intesa in base alla quale l’Iri avrebbe ceduto la sua partecipazione in Sme (63%) a De Benedetti per circa 497 miliardi. La decisione vide la ferma opposizione dell’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi. De Benedetti si rivolse al Tribunale di Roma dopo che l’accordo fu ritenuto non vincolante in seguito a una comparazione con altre tre offerte intervenute, delle quali una della Iar (Barilla, Ferrero Fininvest). I giudici, presieduti da Filippo Verde (anche relatore della sentenza) diedero torto all’ingegnere di Ivrea e i pm milanesi sospettano che il provvedimento sia stato «aggiustato», dietro il versamento di tangenti a Verde e all’ex capo dei gip di Roma Renato Squillante.
Tre, in particolare, i versamenti sotto accusa: uno del 2 maggio del 1988 (poco dopo che la Cassazione rese definitiva la decisione), di 750 milioni di lire da un conto di Pietro Barilla a uno di Pacifico, che avrebbe girato 200 milioni in contanti a Verde, mentre un altro miliardo sarebbe passato da Barilla a Pacifico, che avrebbe diviso 850 milioni con Previti versando poi 100 milioni a Squillante, secondo l’accusa «stabilmente retribuito» dagli altri imputati. C’è, infine, la contestazione supplettiva di 434 mila dollari da un conto Fininvest a uno di Previti e, da ultimo, a uno di Squillante, nel 1991. Da qui l’accusa di corruzione in atti giudiziari, reato per il quale i tempi di prescrizione sono di 15 anni: più lunghi, quindi, rispetto a quelli della corruzione semplice), la Suprema Corte di Cassazione, assolve il cavaliere Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, perché non ha corrotto nessuno.
Sui giornali di regime, partitici e fiancheggiatori però-guarda caso-di questa “notiziola” non c’è traccia. Nemmeno nei sommari, nelle civette, nelle finestrelle, nei trafiletti a piè di pagina. L’avvocato del cavaliere, Gaetano Pecorella, storico difensore, sibila:”Ora chi accusò Silvio Berlusconi, sarebbe giusto che gli chiedesse scusa”. Ed ancora:” Sono stati ventanni di sofferenza che hanno segnato a storia politica di questo Paese sulla base di accuse che non avevano fondamento”. Rincara la dose l’attuale difensore del cavaliere, Nicolò Ghedina:”
La decisione della Suprema Corte di Cassazione chiude dopo oltre dieci anni un processo ingiusto. Non dimentichiamoci però che la sua immagine nazionale ed internazionale è stata offuscata per tutto questo tempo. Sandro Bondi coordinatore nazionale di Forza Italia:”C’è stato un inaudito accanimento giudiziario da parte di una minoranza politicizzata della magistratura”. Il presidente dei senatori forzisti, Renato Schifani:”
L’ennesima assoluzione del presidente Berlusconi conferma che, nonostante tutto l’Italia è uno Stato di diritto in cui la verità sa trovare la strada maestra, anche se a volte tardiva perché il circo mediatico ha già fatto la sua parte nei confronti dell’indagato” Intanto il cavaliere Silvio Berlusconi sta diventando un recordman delle vittorie in aula: All Iberian 1, del 1993,( finanziamento illecito ai partiti), prescrizione; Tangenti Guardia di Finanza del 1994 ( Corruzione per tre capi d’imputazione, assoluzione per il quarto), prescrizione; Caso Lentini del 1994 (falso in bilancio), prescrizione; Medusa del 1995 (falso in bilancio) assoluzione; Macherio del 1995 (frode fiscale) assoluzione; Telecinco del 1997 (frode fiscale) procedimento sospeso; Sme-Ariosto del 1998 ( Corruzione in atti giudiziari) assoluzione e prescrizione; Mafia e Bombe, del 1998 (concorso in strage), archiviazione; All Iberian 2, del 1999 (falso in bilancio) assoluzione, il fatto non è più reato; Lodo Mondatori del 1999 (corruzione in atti giudiziari), prescrizione; Fininvest del 2003 (falso in bilancio), prescrizione; Mediaste del 2004, indagine finita; Appello Sme del 2007 ( corruzione in atti giudiziari), assoluzione; Cassazione Sme del 2007, (corruzione in atti giudiziari), assoluzione. Domenico Salvatore

